Perché è così importante fare una vacanza studio per imparare una lingua straniera?

Portone in legno di una città tedesca

Vorrei aprire il blog parlando di un tema che mi sta molto a cuore e che è stato il motivo che mi ha spinto a creare Speakable: l’importanza dei viaggi all’estero quando si studia una lingua straniera.

Sono stata una studentessa di lingue anche io e lo sono tutt’ora, perché non si finisce mai di imparare una lingua, anche e soprattutto la propria madrelingua. Ho seguito in prima persona corsi di lingue di vari generi, ho studiato da sola e in compagnia, ho letto molti libri in lingua straniera e nella mia lingua madre, guardato film e provato tutti i metodi di studio possibili ed immaginabili. Ho viaggiato molto e ho fatto esperienze molto diverse tra loro all’estero. Tutto questo per dire che parlo per esperienza personale diretta e soggettiva.

Queste “esperienze linguistiche” così diverse tra loro mi hanno fatto riflettere molto sul metodo e modo più adatto per imparare veramente una lingua.

Ma facciamo un passo indietro. Cosa intendo per imparare veramente una lingua?

Intendo non solo poter comprendere la maggior parte dei testi scritti, ma anche i discorsi orali e sapersi soprattutto esprimere in forma scritta ed orale in maniera corretta. Raggiungere quindi un livello B2 o C1, se vogliamo usare il quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue.

In base alla mia esperienza posso dire che quello che mi ha aiutato di più per imparare una lingua straniera, nel mio caso il tedesco e il russo, sono stati i viaggi all’estero. Infatti, grazie ai viaggi in Germania, Austria e Russia ho potuto finalmente utilizzare in maniera concreta le mie lingue di studio. Finalmente non erano più solo una teoria imparata sui libri. Ero costretta ad usare la grammatica, i vocaboli, le costruzioni che per tanto tempo avevo studiato e mai utilizzato nella vita reale per fare acquisti, parlare con un’amica o anche flirtare. Quando si viaggia all’estero, si viene immediatamente immersi in una nuova cultura e lingua, senza mezze misure. Si è costretti a leggere segnali stradali, cartelli, pubblicità in lingua, ad usare il proprio bagaglio culturale per decifrare quelle scritte. Lo stesso vale per i discorsi orali, nei negozi, per strada, negli uffici o con i nuovi amici stranieri. Ci si trova di fronte alle difficoltà linguistiche e dobbiamo usare tutta la nostra conoscenza e/o fantasia per sbrogliare la situazione. Proprio questo ci fa finalmente sbloccare, ci allontana per un momento dai libri, dalle tabelle dei verbi, dai vocaboli studiati a memoria e ci fa fare il salto. La lingua diventa viva.

Senza questo salto rimarremmo sempre attaccati alla regola grammaticale del libro, al dizionario, alla paura di sbagliare, al panico di non capire. Si ha invece bisogno di mettersi in gioco e acquistare così fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. Il viaggio all’estero permette tutto questo.

Da questa consapevolezza ho voluto creare Speakable che si basa sullo studio del tedesco e dell’italiano in maniera più pratica possibile. Cerco così di favorire la comunicazione orale dei miei studenti “buttandoli” il più spesso possibile “nell’arena della lingua”. Organizzo infatti tandem linguistici che hanno lo scopo di praticare la lingua in un’atmosfera rilassata e più naturale possibile.